Eccoci tornati con il secondo appuntamento del nostro Canale Informativo!
Per questa occasione, tratteremo un argomento a nostro avviso Importantissimo su cui, ancora oggi, non è stata fatta molta chiarezza: l’Elettromagnetismo e l’effetto sul Corpo Umano e Sulle Cellule.
Proprio per affrontare al meglio questo tema, abbiamo avuto l’onore di collaborare con uno Specialista del settore, il Dottor Martino Lauritano.
E adesso, siete pronti? Iniziamo!
Elettromagnetismo
Quando parliamo di Elettromagnetismo, parliamo nello specifico di “Iterazione Elettromagnetica”, ossia dell’interazione tra oggetti che possiedono carica elettrica o magnetica che genera particolari onde elettromagnetiche che si propagano nello spazio alla velocità della luce.
Queste onde, costituite da un campo elettrico ed un campo magnetico, sono chiamate per definizione “Campi Elettromagnetici”.
Negli ultimi anni, l’esposizione umana a campi elettromagnetici è costantemente aumentata, data la crescita esponenziale dell’elettricità ed il continuo avanzamento delle tecnologie.
Lo studio di questi fenomeni diventa perciò cruciale nel capire quali effetti l’esposizione può generare nell’essere umano.
Il Dottor Martino Lauritano, nelle sue ricerche, evidenzia come :
“L’azione negativa che il campo elettromagnetico può indurre nei tessuti biologici avviene poiché si è visto un’interazione tra campo elettrico e alcuni tipi di recettori della membrana cellulare. L’effetto più evidente che causano le onde elettromagnetiche durante la diffusione all’interno del corpo umano è il riscaldamento dei tessuti biologici.”
Prima però di discutere in modo più approfondito gli effetti sul corpo e sulle cellule, occorre fare una distinzione tra i diversi tipi di campi elettromagnetici.
Da Cosa Si Differenziano I Vari Tipi di Campi Elettromagnetici?
Nel precedente articolo abbiamo parlato di frequenze e vibrazioni, spiegando in breve di cosa si trattasse; oggi invece parleremo di un’altra grandezza indispensabile per la classificazione delle diverse onde elettromagnetiche, ovvero la lunghezza d’onda.
La lunghezza d’onda rappresenta la distanza tra un’onda e la successiva, possiamo quindi dire che lunghezza d’onda e frequenza sono indirettamente proporzionali, infatti minore è la lunghezza d’onda e maggiore è la frequenza.
Pertanto possiamo classificare i campi elettromagnetici in:
- campi a bassa frequenza (fino a 300 Hz), generati dai dispositivi elettrici presenti nelle nostre case.
- campi a frequenza intermedia (tra 300 Hz e 10 MHz), generati dai computer.
- campi a radiofrequenza (da 10 MHz a 30 GHz), prodotti da radio, forni a microonde, TV, antenne per la telefonia cellulare.
Effetti Sul Corpo e Sulle Cellule
Ognuno di noi è esposto, sia in casa che a lavoro, ad una determinata quantità di onde elettromagnetiche dovute al trasporto di elettricità, agli elettrodomestici, alle comunicazioni telefoniche, alle stazioni radio/televisive e via dicendo.
Nonostante sia vero che il nostro corpo possiede sofisticati meccanismi per adattarsi alle molteplici e diverse influenze a cui siamo sottoposti nella vita di tutti i giorni, è tuttavia vero che l’organismo umano non riesce ad adeguarsi efficacemente a tutti i tipi cambiamenti. Proprio per questo, l’esposizione prolungata a determinati tipi di Stress esterni può portare a molteplici disturbi.
Proprio riprendendo il tema dei diversi tipi di campi, il Dottor Lauritano ci informa:
“Se particolarmente alte, queste correnti elettromagnetiche, interferendo con i sistemi fisiologici, possono indurre la sollecitazione prima di tutto del sistema nervoso (le radiazioni molto intense di bassa frequenza possono provocare impulsi nervosi involontari) e, a più alte intensità, dell’apparato muscolare(anch’esse ad alta frequenza possono provocare contrazioni muscolari involontarie).”
Non è assolutamente una novità che sempre più persone attribuiscano una gran varietà di sintomi all’esposizione ad alti livelli di campi elettromagnetici in casa. Per citarne alcuni: mal di testa, ansia, nausea, stanchezza e perdita della libido;
A questo punto, pensiamo sia scontato chiedersi:
“Chi sono i soggetti più a rischio?”, “Solo gli adulti o le persone anziane sono a rischio?”
E la risposta, come ribadito anche dal Dottor Lauritano, purtroppo, è “No”:
“I bambini sono più delicati, esposti ai campi elettromagnetici rispetto agli adulti, dal fatto che il loro sistema nervoso è in fase di sviluppo ed anche dal fatto che hanno un cranio più suscettibile alla penetrazione di onde elettromagnetiche. Altri effetti negativi possiamo inoltre averli sulla funzionalità tiroidea, sulla permeabilità emato-encefalica, ecc… “
In conclusione, l’Elettromagnetismo è un fenomeno assolutamente da non sottovalutare. Esistono terapie e dispositivi medici disegnati specificamente per aiutare a prevenire e combattere questa minaccia.
Speriamo con questo articolo di aver fatto chiarezza sul Tema dell’Elettromagnetismo, se così non fosse, non esitare a contattarci per qualsiasi ulteriore informazione.
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Buongirono .Dott.
Vorrei cheidere invece il piano cottura a induzione appartiene a quale categoria dei campi elettomagnitici ? quella a bassa frequenza ? oppure quella ad altra frequenza come il forno microonde …ecc
volevo capire anche se usare questo tipo di piano cottura ha dei rischi per la persona che sta vicino per cucinare ? che effetto ha sul cibo dentro ? questo cibo può essere dannoso ? carcinogeno ? è uguale come il forno microonde ?
Grazie mille
Buongiorno Signora/Signore,
in risposta alla sua domanda, confermo che le piastre ad induzione utilizzate per la cottura dei cibi, pur utilizzando campi elettromagnetici non arrecano rischi alla salute poiché utilizzano frequenze basse o intermedie, comprese tra 20 e 100 kHz, che sono simili alle frequenze emesse da molti altri dispositivi domestici come televisori, radio, lampadine a risparmio energetico e forni a microonde.
La piastra ad induzione è una tipologia di piano cottura che funziona con la corrente elettrica. A differenza dei piani cottura elettrici, che sprigionano calore attraverso delle resistenze, i piani a induzione producono calore grazie al campo magnetico che si sprigiona dalle bobine poste sotto la superficie in vetroceramica quando si appoggia una pentola con il fondo ferromagnetico su di essa.
Per questo alla base del funzionamento di ogni piano cottura a induzione c’è un processo fisico per la produzione di calore. Come tutti gli apparecchi elettrici che usiamo quotidianamente, anche il piano a induzione, quando è in funzione, emette un campo elettromagnetico misurabile in “microTesla”. Ecco di seguito alcuni esempi che confermano quanto comunicato:
asciugacapelli = 20 microTesla
– rasoio elettrico = 15 microTesla
– la Terra nella sua rotazione = 4,5 microTesla
– piani cottura = circa 0,07 microTesla
L’International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection (ICNIRP) (Ente di controllo qualità e sicurezza che opera in tutto il Mondo) ha stabilito limiti di sicurezza per i fornelli a induzione. Questi fornelli non possono superare una radiazione magnetica di riferimento di 6,25 microtesla (μT) a 30 cm dalla zona di cottura, a condizione che sia completamente coperta da una padella.
Un’altra preoccupazione riguarda il valore nutrizionale degli alimenti cucinati su fornelli a induzione. Tuttavia, non esiste evidenza scientifica che suggerisca che questa modalità di cottura possa alterare la composizione chimica degli alimenti, generare sostanze nocive o abbassare il loro valore nutrizionale rispetto alla cottura convenzionale. Gli alimenti cucinati su fornelli a induzione conservano i loro nutrienti in modo simile agli altri metodi di cottura.
In conclusione, i fornelli a induzione sono una scelta sicura per la cucina moderna. I miti riguardanti le radiazioni elettromagnetiche e la perdita del valore nutrizionale degli alimenti non hanno fondamento scientifico.